9 luglio 2008

Grave sentenza dei giudici di Milano che autorizza l'interruzione dell'alimentazione a Eluana Englaro (Radio Vaticana)


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Grave sentenza dei giudici di Milano che autorizza l'interruzione dell'alimentazione a Eluana Englaro. Il prof.Gianluigi Gigli: "E' la Terry Schiavo d'Italia"

I magistrati della Corte d’Appello civile di Milano hanno autorizzato il padre di Eluana Englaro - da 16 anni in stato vegetativo permanente dopo un incidente stradale - a sospendere il trattamento di alimentazione ed idratazione forzato della figlia. Dal 1999, la famiglia della ragazza ne chiedeva l’interruzione, ma nessun tribunale aveva mai accolto la richiesta. Stamani la sentenza, definita "grave" dal Centro di Bioetica dell’Università Cattolica, in quanto disconosce il principio della non disponibilita' della vita e il dovere di ogni società civile, di assistere i propri cittadini più deboli. Ma sentiamo, al microfono di Adriana Masotti, il prof.Gianluigi Gigli del Consiglio esecutivo di “Scienza e vita” e direttore di neurologia dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.

Per un commento su questa vicenda, Adriana Masotti ha intervistato il prof. Gianluigi Gigli del Consiglio esecutivo di “Scienza e vita” e direttore della neurologia dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine:

R. - La notizia ovviamente è estremamente triste. Eluana Englaro sarà la Terry Schiavo d’Italia. La decisione era, in qualche modo, attesa, a partire dal pronunciamento della Corte di Cassazione del novembre scorso. Pronunciamento che di fatto, pur tra contraddizioni molto grosse, tra riaffermazioni del diritto alla vita e di alcuni sani principi, tuttavia apriva la porta alla decisione che la Corte d’Appello di Milano ha oggi preso e cioè che - laddove sussistessero le condizioni di irreversibilità dello stato vegetativo stesso ed una manifestazione di volontà da accertare da parte del paziente, circa il non desiderare questo tipo di cura - si sarebbe potuto procedere alla sospensione dell’idratazione e della nutrizione.

D. - Ma la volontà della giovane è stata in qualche modo comprovata?

R. - E' qui comincia il pendio scivoloso di questa storia. Si tratta in pratica di un accertamento estremamente indiretto, basato talvolta sul sentito dire, basato su una ricostruzione di quello che avrebbe potuto essere, per quello che noi conosciamo del paziente, il suo convincimento se quella condizione si fosse determinata.

E qui c’è un primo punto molto importante, anche da un punto di vista giuridico e politico. Lei sa che, l’anno passato, il parlamento italiano è stato attraversato da una serratissima discussione sul problema delle dichiarazioni anticipate di volontà: il cosiddetto "testamento biologico". Lì dove il parlamento non è arrivato, ancora una volta in Italia arrivano i giudici che si sostituiscono al potere legislativo e di fatto interpretano la cosa nel senso più largo possibile, decidendo che comunque una ricostruzione della presunta volontà del paziente valga, a tutti gli effetti, al pari delle dichiarazioni anticipate di volontà, peraltro non ancora legali nel nostro Paese. Tutto questo si fonda anche su presupposti di ordine medico, che sono abbastanza discutibili, nel senso che lo stato vegetativo è per sua natura una condizione il cui recupero, pur divenendo sempre meno probabile con il passare del tempo, non è mai escludibile completamente. E poi, la Corte fa un secondo scivolone lì dove equipara in qualche modo l’idratazione e la nutrizione assistite ad un trattamento medico. Ci sono delle cose che servono a qualunque uomo, non solo al paziente, e quindi non possono essere equiparate al trattamento medico.

D. - Spaventa anche il modo in cui Eluana potrebbe morire, praticamente di fame e di sete...

R. - Certamente, questo è il modo. Le ho detto prima che sarà la Terry Schiavo d’Italia. Quali sono ora i rischi di tutta questa operazione, al di là del porre drammaticamente fine e in modo deliberato alla vita di una persona innocente? I rischi sono che il processo si estenda ad altre persone, ad altre categorie. Lei pensi alla categoria dei dementi - ben più ampia e rappresentata rispetto ai pazienti in stato vegetativo - nei quali, sì, quando si arriva a quella condizione che è paragonabile allo stato vegetativo insorto acutamente della Eluana Englaro, il demente davvero non è più reversibile. Cosa succederà in questo Paese quando cominceranno forse a fioccare richieste di sospensione dell’idratazione e della nutrizione ai pazienti dementi? Secondo motivo di grande allarme è quello ovviamente della considerazione di una possibilità più “pietosa” di metter fine alla vita di questi pazienti, costituita eventualmente da una iniezione eutanasica.

D. - Il padre di Eluana ha commentato: “Ha vinto lo Stato di diritto”. La sua è stata una battaglia lunga nove anni: cosa si può dire di questo suo insistere in nome della figlia?

R. - Io non mi permetto di giudicare lo stress psichico di una famiglia certamente provata, anche se ovviamente non condivido la richiesta. Devo dire che, però, dietro a tutto questo c’è ben altro: c’è, in buona sostanza, l’affermazione - sempre più evidente nella nostra cultura - di un’assolutizzazione del principio di autodeterminazione. E questo, secondo me, è il vero dramma di tutto questo: perchè alla fine noi arriveremo al fatto che lo stesso rapporto tra medico e paziente si snaturerà completamente, perché noi potremo lavorare sempre e soltanto in base ad un principio di autodeterminazione, portato fino all’estremo, di poter disporre della vita.

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

sentenza che fa rabbrividire:

il lasciare morire di fame e di sete una persona (pur in stato neurovegetativo) spacciato come una vittoria dello stato di diritto!!

non c'è più limite al peggio...

... e l'eutanasia attiva è pronta ad arrivare: prepariamoci a vedere lo strazio della morte della povera Eluana "utilizzato" per fare passare l'idea che è più "pietoso" ed "umano" farla finita con una semplice iniezione...

...poi ci penserà l'ennesimo giudice a sentenziare sulla liceità della procedura.

Mala tempora currunt...


Luigi

euge ha detto...

Dopo una giornata di fuoco..... ecco la ciliegina sulla torta!

Perchè in questo caso la tanto attiva Curia Milanese staà in silenzio???????? Adesso che avrebbe i motivi per parlare?
Ha proprio ragione Luigi Mala Tempora Currunt e non solo per quello che è successo ieri a Roma ma, anche per questa ignobile sentenza che non tiene nessun conto del valore della vita umana e ci obbligherà in nome di chissà quale tutela del diritto, a vedere e toccare da vicino lo strazio di veder morire di fame e sete una vita che non può difendersi e che deve sottomettere la sua fine innaturale non a Dio ma ad un gruppo di toghe.