21 agosto 2008

Lettera del Papa per i funerali di Mons. Wilhelm Egger: "Un caro amico fedele alla parola di Dio" (Osservatore Romano)


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Lettera del Papa per i funerali di monsignor Wilhelm Emil Egger

Un caro amico fedele alla parola di Dio

"L'amore per la parola di Dio e la santificazione della domenica rappresentano ora il testamento particolare del vescovo Egger, che ogni singolo fedele e le comunità parrocchiali serberanno, così che l'incontro con il Dio d'amore della rivelazione costituisca il centro della loro vita". Con queste parole Benedetto XVI ha ricordato il "caro amico" Wilhelm Emil Egger, vescovo di Bolzano-Bressanone, nella lettera inviata a don Josef Matzneller, amministratore diocesano, che è stata letta durante i funerali celebrati - nel pomeriggio di giovedì 21, nel duomo di Bressanone - dal cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia.
Con la morte di monsignor Egger - avvenuta il 16 agosto, a 68 anni, per un infarto - non solo la sua diocesi, ha scritto il Papa, ma l'intera Chiesa ha perso "un pastore tanto erudito quanto amabile e pio, che instancabilmente ha portato alla gente la buona novella di Cristo, a lui affidata in modo particolare nell'ordinazione sacerdotale ed episcopale".
Benedetto XVI scrive che la morte del vescovo è per lui "una perdita dolorosa": "Ancora una settimana fa in occasione del mio congedo da Bressanone ho potuto salutare" questo caro amico che "si è assai prodigato per far sì che potessi passare quest'anno le mie vacanze nello stupendo Alto Adige, regione dove l'arte e la cultura si uniscono con la bontà degli uomini in un'armonia meravigliosa". Assicurando di essere vicino alla diocesi con la preghiera, nella lettera ha evidenziato come monsignor Egger avesse un "rapporto profondo con la Sacra Scrittura, che ha totalmente pervaso e plasmato la sua vita. So pure che la celebrazione dell'Eucaristia costituiva il momento centrale della vita spirituale e che egli curava con profondo senso pastorale la Santa Messa domenicale con i fedeli della diocesi".
Aveva, dunque, la consapevolezza che "il rapporto fondamentale con Dio, che deve sempre essere anche un rapporto fraterno col prossimo, è parte essenziale della vita".
"Chiamato alla sequela nell'amore": Benedetto XVI ha poi voluto citare questo pensiero-guida dell'ultima lettera pastorale di monsignor Egger. Un pensiero che - ha spiegato - "ben interpreta la vita di cristiano, di religioso e di vescovo di questo generoso uomo di Chiesa. Il suo esempio è un invito a ciascuno di noi ad aprirsi all'amore di Dio e a ricambiarlo con impegno coerente per realizzare nella propria vita un'autentica "sequela nell'amore"". Il Papa ha concluso la lettera con queste parole: "Preghiamo Dio grande e misericordioso, affinché voglia accogliere questo Servo fedele nella sua Casa e ammetterlo al banchetto della gioia eterna. A tutti coloro che, nella preghiera e nel sacrificio della Messa, fanno memoria del vescovo defunto, imparto di cuore la confortatrice Benedizione Apostolica".
Il duomo di Bressanone non ha potuto contenere le persone che hanno voluto rendere l'ultimo omaggio al loro vescovo, tanto che sono stati allestiti maxi-schermi sulla piazza e nella vicina chiesa parrocchiale. Alla processione che dal seminario maggiore ha accompagnato monsignor Egger in duomo hanno partecipato solo i familiari con i sacerdoti, ma in tanti lo hanno salutato lungo le strade. "La gente non nasconde un senso di vuoto e di smarrimento per questa morte improvvisa - dice a "L'Osservatore Romano" don Thomas Stürz, segretario di monsignor Egger -. Tutti eravamo e siamo impreparati a perdere colui che per ventidue anni ci è stato padre, maestro, pastore e ci ha fatto sentire una grande famiglia. È questo il tratto del vescovo che la gente ricorda di più: un uomo di comunione e disponibile per tutti".
Tra i concelebranti c'erano il cardinale Achille Silvestrini e numerosi vescovi italiani (soprattutto del Triveneto), austriaci e tedeschi. Era presente il sotto-segretario del sinodo dei vescovi a ricordare l'impegno di monsignor Egger come segretario speciale della prossima assemblea sulla parola di Dio. Soprattutto - afferma don Sturz - c'erano "tutti i sacerdoti della diocesi a testimoniare lo spirito di vera comunione che egli aveva saputo creare tra la comunità tedesca, italiana e ladina". Ha concelebrato anche il fratello Kurt, religioso cappuccino.
Nell'omelia il cardinale Scola ha subito ricordato come monsignor Egger fosse "pieno di vita". In particolare "dopo aver ricevuto il dono del soggiorno di Papa Benedetto egli comunicava a tutti la sua gioia, incontenibile come quella di un bambino. Abbracciandolo, dopo l'Angelus di domenica 10 agosto, ho visto nel suo sguardo intenso riflettersi i sentimenti di tutto il popolo di questa splendida terra".
Con la forza della parola di Dio, così centrale nella vita di monsignor Egger, il cardinale ha spiegato che "turbamento non è la parola definitiva per dire il peso che in questo momento opprime il nostro cuore". La parola di Dio, infatti, "non è un'illusione consolatoria per esorcizzare l'angoscia della morte. È speranza certa di vita eterna, di risurrezione che scaturisce dalla fede operosa che monsignor Egger ci ha insegnato, praticandola, con chiara e avveduta consapevolezza".
Si può davvero affermare - ha proseguito - che egli ha svolto il suo ministero episcopale "fino alla morte". Ed "è doveroso che vengano ripercorsi i tratti di tutto il suo ministero costantemente alimentato dall'approfondimento esistenziale della parola di Dio e dall'amorevole cura pastorale del popolo santo che gli è stato affidato". Un'eredità, dunque, da non perdere.
Il cardinale Scola ha concluso l'omelia con una preghiera: "Signore, chi ama la sua vita la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna. Riusciremo a seguirTi in questa impresa, noi che ogni giorno facciamo di tutto per non perderla questa vita? Riusciremo a dedicarci ai nostri affetti matrimoniali e familiari, a impegnarci nell'educazione dei nostri figli, ad affrontare il lavoro con intenso equilibrio nella luce dell'eterna risurrezione che già accoglie il nostro amato vescovo? Sapremo mostrare a tutti i nostri fratelli, in ogni ambiente dell'umana esistenza, il volto di donne e uomini convinti per fede che la morte non ha più potere su di loro? L'intensa relazione di comunione che fin da ora possiamo intrattenere con il vescovo Wilhelm, pregando per lui e chiedendo a lui di intercedere per noi, è una garanzia e un impegno".
Durante la celebrazione è stato letto il testamento spirituale di monsignor Egger. Parole che - spiega don Giuseppe Rizzi, vicario generale - confermano come fosse "un uomo mite, per formazione francescana, capace di dialogo e di ascolto, tessitore di riconciliazione. Ci ha fatto dono a piene mani della parola di Dio. E alla fine l'ultimo suo dono, con il quale si è accomiatato da noi, è stata la presenza del Papa a Bressanone. Lo ricordiamo raggiante accanto a Benedetto XVI".

(©L'Osservatore Romano - 22 agosto 2008)

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