13 agosto 2008

Sylvie Barnay: "Lourdes e la sua storia" (Osservatore Romano)


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Lourdes e la sua storia

di Sylvie Barnay

Lourdes. 1858. L'evento accade in questa piccola città degli alti Pirenei. Fra l'11 febbraio e il 16 luglio 1858, una giovinetta povera e dalla salute fragile, chiamata Bernadette Soubirous s'inginocchia in estasi in una grotta situata al limitare del comune e del bosco. Le diciotto apparizioni di cui l'adolescente di quattordici anni è la vedente imprimono per sempre un altro volto alla storia in corso.
La bella bambina ha forse visto un fantasma? L'entourage femminile crede all'inizio che l'apparizione sia la manifestazione dell'anima errante tanto fervente di Elisa Latapie, considerata santa. Ha forse visto uno spirito? I circoli spiritici sono di gran voga e basta mettere per iscritto le intenzioni dello spirito. Ha forse visto una demoiselle, ossia una fata della foresta o una dama bianca delle fontane, come si raccontava durante le veglie? La fata buona veglia di fatto sulla vita sociale di Lourdes: la Guerra delle demoiselles che ha visto i contadini dei Pirenei - vestiti di bianco come le loro protettrici dei boschi - scontrarsi con le guardie forestali della monarchia nel luglio del 1830 è nella memoria di tutti.
O forse Bernadette ha visto la Vergine Maria? L'idea inizia a nascere alla terza apparizione quando per la giovinetta la visione è ancora aquero, "quella là", ossia il solo termine del suo dialetto che possa definire l'alterità in ciò che ha di "strana stranezza". In confessione, la figlia dei Soubirous - di Louise e Français, mugnaio di mestiere - si accontenta di dire che "ha visto qualcosa di bianco con la forma di una signora". Una "signora" che le chiede di tornare a bere alla fontana il 25 febbraio.
Due giorni dopo non sono più alcune donne ma diverse centinaia di persone e le autorità locali ad assistere alle apparizioni della giovane ragazza che vede "una signora vestita tutta di bianco". Il giorno della festa dell'Annunciazione, il 25 marzo, l'apparizione svela finalmente il suo nome: "Io sono l'Immacolata Concezione".
Quando le apparizioni cessano, il 16 luglio, fanno già parte della sfera dell'interpretazione. Quelli a favore e quelli contro, gli ammiratori e i detrattori, gli increduli e i credenti.
"Non ho il compito di farvi credere. Ho il compito di dirvelo" dirà la veggente nel rispetto dei divieti posti dalla Vergine. L'1 marzo l'apparizione ha di fatto confidato alla giovane tre segreti proibendole di rivelarli.
All'indomani affida a Bernadette un messaggio ribadito il giorno seguente: "Va dai sacerdoti e di loro di venire qui in processione e di costruire una cappella".
Le istanze religiose reagiscono immediatamente, in primo luogo il vicario che ascolta Bernadette in confessione, poi gli abati Pomian e Peyramale. Lo sguardo che rivolgono alle apparizioni è quello usuale nei seminari minori del xix secolo.
Prove, prima le prove! Scettico, l'abate Peyramale chiede che la giovane donna in bianco faccia fiorire un rosario. La risposta non si fa attendere: "La Signora ha sorriso quando le ho detto che lei ha chiesto che facesse un miracolo. Le ho detto di far fiorire il rosaio, ha sorriso di nuovo".
La Vergine delle apparizioni non è neppure quella dei catechismi. Bernadette la descrive come una "piccola signora" che non somiglia affatto alle Vergini in porcellana messe in bella mostra nei saloni borghesi. Non sorregge il Bambin Gesù, ma i suoi piedi ricoperti di rose escludono una potenziale rassomiglianza con il diavolo sempre tradito dai piedi biforcuti, come enunciano tutti i trattati di discernimento dal xv secolo in poi.
A ognuno i suoi paragoni. Se l'abate Peyramale vuole che la Vergine assomigli ai canoni mariani in vigore, il commissario Jacomet che, dalla sesta apparizione in poi, interroga Bernadette, suggerisce che quest'ultima rassomiglia alle due bellezze del momento, la bella "cioccolataia" e la fidanzata del responsabile de "Le Mémorial", il giornale locale.
È soprattutto la teologia monumentale contenuta nell'espressione "Immacolata Concezione", del tutto estranea al bagaglio culturale della vedente, a decidere la portata degli eventi. Nel 1854, sostenuto dalla corrente intransigente della Chiesa - detta ultramontana perché al di là delle montagne francesi (ultra montes) e collegata a Roma - Papa Pio ix aveva proclamato il dogma dell'Immacolata Concezione. La questione non si può chiudere lì. Per il momento, come avviene sempre nel caso di rivelazioni private, dell'avvio dell'inchiesta si occupa il vescovo della diocesi di Tarbes, monsignor Laurence.
La società dei Pirenei reagisce nel suo insieme con la mentalità propria del secondo impero. I più poveri avviano subito la costruzione di una cappella di fortuna in situ ma le autorità civili ne vietano immediatamente l'accesso. La Vergine dei poveri fa parte del quotidiano, il "Salve Maria" ha il suo fardello di sofferenze, di buon senso e di formule magiche di ogni genere. I più ricchi si preoccupano dell'indigenza di Bernadette, immersa con la sua famiglia in una miseria profonda, giudicata poco compatibile con la considerazione celeste di cui è oggetto. La squallida abitazione in cui vive la primogenita dei Soubirous stride con il suo essere stata scelta. La giovane che è la primogenita dei Soubirous - e a tal titolo l'erede della casa, il che implica un diritto di controllo domestico su tutti i fratelli e le sorelle - è stata ridotta alla condizione di serva e di pastorella affidata alla sua vecchia nutrice, Marie Laguës nel villaggio di Bartrès. I notabili provinciali si commuovono.
A eccezione dell'abate Peyramale, tutti gli abitanti del paese e dei dintorni si recano alla grotta: poveri, operai, patronesse, guardie forestali, militari, baroni, conti e marchesi. Vi vanno i primi malati, come "quel sarto di Tarbes chiamato Jacquet, paralizzato da dodici anni, a capo di una giovane e numerosa famiglia". Prima della fine di marzo, Louis Bouriette risulta guarito dalla sua cecità totale a un occhio. La notizia si diffonde. Sul luogo i commenti sono numerosi mentre la questione comincia ad avere un'eco. Occorre prima di tutto mantenere l'ordine, tanto più che la grotta è chiusa dal 15 giugno.
Se è vero che il vescovo e il prefetto si scontrano, le apparizioni non costituiscono tuttavia un argomento immediato a sostegno della crescente opposizione fra la Chiesa e lo Stato. Al contrario, il populismo dell'imperatore Napoleone III salito al potere nel 1852 trova un alleato importante nella popolazione di Lourdes. Viene inoltre consolidato dal populismo di un altro personaggio di spicco, Louis Veuillot, che si reca a Lourdes nel corso dell'estate del 1858 e si permette il lusso di superare la recinzione per andare a pregare nella grotta. L'uomo è il redattore del giornale "L'Univers", portavoce dell'opinione cattolica profondamente contraria al secolarismo dei tempi moderni: "Questo è un miracolo che l'amministrazione non vuole, malgrado il popolo lo voglia". L'impatto mediatico è immediato. Dietro pressioni di ogni sorta, la grotta viene definitivamente riaperta il 5 ottobre dello stesso anno. Questa riapertura mostra anche come la corte imperiale possa momentaneamente allearsi con l'opinione pubblica per sostituire così la sua stessa gerarchia amministrativa.
In quel momento Bernadette non è più un'adolescente gracile e coperta di pidocchi: "Lei stessa è una apparizione" dirà il gesuita Cros - incaricato di scrivere la storia dei fatti - dopo il suo incontro con Bernadette nell'ottobre del 1865. Gli anni che precedono l'ingresso della novizia nel convento di Nevers nel 1866 sono segnati dal suo cammino interiore. Sotto la guida dell'abate Peyramale, la piccola contadina analfabeta riceve un'istruzione nella scuola delle suore di Nevers. La formidabile ricerca della storica Ruth Harris su Lourdes (Lourdes. Body and Spirit in the Secolar Age, Allen Lane The Pinguin Press, 1999; tradotta in francese nel 2001 con il titolo Lourdes. La grande histoire des apparitions, des pèlerinages et des guérisons, Jean-Claude Lattès) ha mostrato come tutti coloro che hanno visto Bernadette, sia durante sia dopo le apparizioni, siano stati colpiti dall'atteggiamento esteriore della vedente, dalla dolcezza della sua forza tranquilla. Più che il messaggio della Vergine, è la presenza fisica della giovane ad attirare la loro attenzione, al punto da lasciare in essi un'impressione duratura.
Questo atteggiamento la rende inoltre diversa dalla prima ondata delle sue imitatrici, subito accusate di falsificazione. Sulla base delle testimonianze, ma anche di un centinaio di casi di guarigioni riportate da un medico di Lourdes, il dottore Dozous, la commissione episcopale d'inchiesta creata da monsignor Laurence si pronuncia a favore dell'autenticità delle apparizioni quattro anni dopo il loro inizio. A tale proposito pubblica una lettera pastorale, il 18 gennaio 1862. Sette casi di guarigioni miracolose sono riportati e descritti nel rapporto finale della commissione.
Mentre la giovinetta diviene una donna, la grotta diviene un santuario. La fotografia agli albori accompagna il culto nascente. Costruisce l'immagine santa di Bernadette con il costume dei Pirenei.
Eccola con il rosario in mano su un fondo di esotiche montagne estranee al contagio della civiltà moderna; c'è di che accontentare gli ultracattolici di ogni livello. La sua immagine sostituisce ormai la sua presenza e partecipa all'evolversi della gestione dei luoghi sorretta dalle ambizioni del vescovado: da un lato la Grotta, dall'altro la cappella terminata nel 1872, prima di essere consacrata basilica con il titolo di Immacolata Concezione nel 1874. A imitazione della basilica del Sacro Cuore di Montmartre, la basilica dal titolo evocatore del dogma papale esalta la Chiesa trionfante e militante che, all'indomani della sconfitta del 1870, chiede riparazione e insieme espiazione per i peccati della Francia. Lourdes è ormai un santuario nazionale e l'idea si consolida man mano che diviene, per le stesse ragioni, un luogo di pellegrinaggio nazionale.
Nel clima politico degli anni Settanta dell'Ottocento, che vede l'avvento della Terza Repubblica in Francia e la sconfitta temporanea del Papa in Italia, il pellegrinaggio nazionale a Lourdes assume connotazioni di restaurazione monarchica, e anche di crociata antirepubblicana e ultramontana. Organizzato a partire dal 1873 da Parigi dagli assunzionisti, sotto la guida di padre Emmanuel d'Alzon, fondatore della congregazione, cerca sia di mettere la Francia sotto la bandiera protettrice del soprannaturale sia di guidare il popolo verso una società nuova e migliore.
Un'intera rete sociale viene messa al servizio di questa speranza. Gli assunzionisti fondano società caritative. Creano anche la società Notre-Dame du Salut per sostenere l'organizzazione del pellegrinaggio. Le donne dell'alta società vi trovano posto. Impegnano la propria fortuna e coinvolgono i loro amici nelle buone opere di Lourdes. Militano come "suore bianche" contro le loro sorelle dalle idee rosse dei socialismi emergenti. Per la maggior parte già Figlie di Maria - associazione fondata nel 1845 sulla scia delle rivelazioni ispirate alla vedente della Medaglia Miracolosa - indossano di fatto il vestito bianco e blu delle giovinette consacrate alla Vergine, a sua volta vestita di bianco e blu nelle apparizioni. Eccole ora arruolate in un esercito della salvezza che consente loro una rivincita rispetto sia alla loro condizione di donne e sia al nemico da sconfiggere, sia esso prussiano, comunista o ateo.
Queste donne assistono anche le Piccole Suore dell'Assunzione nell'organizzazione dei pellegrinaggi di malati, le quali fanno anche appello alle dames servantes, ossia a tutte coloro che possono donare un po' del proprio tempo. Sotto la guida delle assunzioniste, il pellegrinaggio si consolida. La preghiera dell'Ave Maria unisce a Lourdes la Francia cattolica. Il numero dei malati non cessa di aumentare e i pellegrini continuano ad affluire. Sui sette treni che partono da Parigi diretti a Lourdes nel 1880 e che trasportano pellegrini, i malati sono settecento. Nei pressi dei santuari, vengono affidati all'Hospitalité Notre-Dame du Salut o all'ospedale Notre-Dame des Douleurs, la cui costruzione è iniziata nell'aprile del 1874.
I malati, su barelle o carretti spinti a mano, vengono immersi nelle piscine annesse agli edifici. È un momento intenso sia fisicamente che psicologicamente. Momento vissuto di Risurrezione per coloro che ne escono guariti e raccontano il miracolo, per esempio Marie Lemarchand, che ispira al Lourdes di Zola il personaggio della giovane sfigurata da un lupus. Gli uomini e le donne di fine secolo vivono il pellegrinaggio come una trasformazione del corpo e dello spirito, operazione in cui l'intera persona è coinvolta, come lo è stata Bernadette nel suo incontro con Maria. Il fervore si mescola alla pietà espiatrice. Il giornale "Le Pèlerin" - nato nel 1873 - vede in ogni pellegrino il Cristo in Croce. Se il cattolicesimo trionfa, è anche perché è sostenuto da altre forze silenziose. Sono esse a dare vita a nuove forme di coesione sociale perfettamente enunciate nel contatto fra il malato e il curante, fra il corpo sofferente e il corpo aiutante, che realizzano così l'unità del corpo di Cristo tanto desiderata e predicata dal clero. Proprio per questo motivo l'introduzione della processione eucaristica, destinata a manifestare questa unità, assume un significato profondo e diviene parte integrante del pellegrinaggio.
Centocinquanta casi di guarigione completa sono riportati in quello stesso anno, il 1880. La cronaca delle guarigioni viene aggiornata regolarmente. Nel 1883 l'ufficio delle constatazioni mediche viene incaricato di valutare le guarigioni. Il vocabolario medico delle perizie dell'Ufficio si arricchisce con i progressi della scienza e della psichiatria. La creazione di questo ufficio dimostra che la Chiesa si sforza di adottare i criteri di convalida della scienza moderna e di verificare scientificamente le guarigioni ottenute per intercessione della Vergine Maria. Ma testimonia anche, attraverso il più appropriato dei paradossi, i limiti di una medicina impotente che non esita a ricorrere all'aiuto della religione. Una scienza altrettanto inadeguata a rendere conto dei processi dell'anima che si abbandona sia alle virtù curative dell'acqua - consuete in questa regione termale - sia alla provvidenza divina. A Lourdes la pesantezza ha la leggerezza della grazia.
Il positivismo diffuso non riesce ad arrestare i movimenti continui verso il santuario. Forse perché ormai il vento è cambiato, la religione e la scienza non sono più considerate in contrasto. Lourdes è in un altro mondo. Il conflitto delle interpretazioni che era stato proprio degli uomini del secondo impero appare obsoleto. Per un po' di tempo, verso il 1870, il pubblicista Henri Lasserre e il gesuita Léonard Cros avevano entrambi incarnato la propria posizione nella loro rilettura di Lourdes. Se entrambi erano intimamente convinti della veridicità dell'esperienza di Bernadette, Lassere credeva all'apologia, mentre Cros contava solo sull'intelligenza storica propria della sua epoca. Il primo cercava l'edificazione, il secondo voleva offrire strumenti per la comprensione. Così facendo, aprirono le porte a due correnti dominanti nell'interpretazione della storia di Lourdes nel XX secolo.
Ogni celebrazione anniversario delle apparizioni li vede così riapparire dietro le forme della modernità a cui si ispirano.
La storiografia contemporanea di Lourdes, il modo di scrivere la sua storia, è impregnata della struttura di queste prime riletture nonostante l'intenzione di trascenderle. Succede anche che l'apologia assuma il carattere di una dimostrazione storica dall'aspetto totalmente scientifico. L'opera monumentale costituita fra il 1961 e il 1964 dalla pubblicazione dei sei volumi di Lourdes: Histoire authentique des apparisions a cura dell'abate René Laurentin è a tale proposito significativa. Non è forse un caso che si situi nel momento cardine del Concilio Vaticano II (1962-1965). Il best-seller di Lasserre Notre Dame de Lourdes pubblicato nel 1869 e l'inizio dell'inchiesta di Cros avevano già come sfondo il Concilio Vaticano i (1869-1870). Come dice bene Ruth Harris "l'opera di Lassere aveva risposto alle inclinazioni spirituali di Pio ix che cercava di arginare la marea liberale e rivoluzionaria che lo stava sommergendo in Italia". Quella di Cros - perché scritta da una penna gesuita - permetteva anche alla Chiesa locale di difendersi dalle leggi anticlericali degli inizi della Terza Repubblica che aveva portato in Francia alla dispersione dei gesuiti approvando la dissoluzione delle congregazioni non autorizzate. Il Lourdes di Laurentin aveva il merito immediato di proporre un'apparente conciliazione fra l'erudizione e l'edificazione, che giungeva al momento giusto.
Ogni libro è di per sé una costruzione, un tentativo di interpretazione di cui è opportuno ricordarsi nel 2008 in occasione del centocinquantesimo anniversario delle apparizioni. A osservarla più da vicino, Lourdes può ancora scomparire nel ragionamento che cercherebbe di farne un mero esercizio di linguaggio, una proiezione di un erudito o di un predicatore. Ruth Harris insiste a lungo sul rischio che comporta ogni ragionamento volto ad annientare l'esperienza umana del divino invece di manifestarla. Dice di aver scritto la sua opera scientifica "proprio a causa del malessere crescente per il modo in cui la corrente linguistica riduce ogni esperienza umana al linguaggio". La grande forza del suo lavoro consiste nella dolcezza tranquilla con cui riesce a esprimere il significato di Lourdes.
Il suo linguaggio non svuota l'esperienza di Bernadette, non parla al suo posto. Al contrario, le sue parole sono opera di una storica e permettono alla santa di occupare pienamente il suo posto nella storia. Più che un libro su Lourdes, è una fenomenologia di Lourdes a essere proposta da Ruth Harris al XXI secolo: un modo di interpretare il fenomeno dal punto di vista della vedente. Un modo di trasmettere la storia delle apparizioni, di esprimerne la sopravvivenza sotto la forma di un racconto in cui è il corpo che esprime lo spirito, la carne che esprime il cielo.

(©L'Osservatore Romano - 13 agosto 2008)

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