15 febbraio 2008

IL CONCILIO VATICANO II E L'ABORTO: I TESTI


Grazie alla collaborazione di Lapis e Gemma, leggiamo che cosa afferma il Concilio a proposito dell'aborto.
Vorrei farvi notare la perentorieta' di certe affermazioni che, al contrario, non si trovano MAI nei discorsi, nelle omelie e nelle encicliche di Benedetto XVI. Leggere per credere...

R.

(...) Infatti Dio, padrone della vita, ha affidato agli uomini l'altissima missione di proteggere la vita: missione che deve essere adempiuta in modo degno dell'uomo. Perciò la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; l'aborto e l'infanticidio sono delitti abominevoli (...)

(Costituzione pastorale "Gaudium et Spes", Concilio Vaticano II)

51. Accordo dell'amore coniugale col rispetto della vita

Il Concilio sa che spesso i coniugi, che vogliono condurre
armoniosamente la loro vita coniugale, sono ostacolati da alcune
condizioni della vita di oggi, e possono trovare circostanze nelle
quali non si può aumentare, almeno per un certo tempo, il numero dei figli; non senza difficoltà allora si può conservare la pratica di un amore fedele e la piena comunità di vita. Là dove, infatti, è
> interrotta l'intimità della vita coniugale, non è raro che la fedeltà sia messa in pericolo e possa venir compromesso il bene dei figli: allora corrono pericolo anche l'educazione dei figli e il coraggio di accettarne altri.
C'è chi presume portare a questi problemi soluzioni non oneste, anzi non rifugge neppure dall'uccisione delle nuove vite. La Chiesa
ricorda, invece, che non può esserci vera contraddizione tra le leggi divine, che reggono la trasmissione della vita, e quelle che
favoriscono l'autentico amore coniugale.
Infatti Dio, padrone della vita, ha affidato agli uomini l'altissima missione di proteggere la vita: missione che deve essere adempiuta in modo degno dell'uomo. Perciò la
vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; l'aborto e l'infanticidio sono delitti abominevoli. La sessualità propria dell'uomo e la facoltà umana di generare sono meravigliosamente superiori a quanto avviene negli stadi inferiori
della vita; perciò anche gli atti specifici della vita coniugale,
ordinati secondo la vera dignità umana, devono essere rispettati con grande stima. Perciò, quando si tratta di mettere d'accordo l'amore coniugale con la trasmissione responsabile della vita, il carattere morale del comportamento non dipende solo dalla sincera intenzione e dalla valutazione dei motivi, ma va determinato secondo criteri oggettivi, che hanno il loro fondamento nella dignità stessa della persona umana e dei suoi atti, criteri che rispettano, in un contesto di vero amore, il significato totale della mutua donazione e della procreazione umana; cosa che risulterà impossibile se non viene coltivata con sincero animo la virtù della castità coniugale. I figli della Chiesa, fondati su questi principi, nel regolare la procreazione, non potranno seguire strade che sono condannate dal magistero nella spiegazione della legge divina. Del resto, tutti sappiamo che la vita dell'uomo e il compito di trasmetterla non sono limitati agli orizzonti di questo mondo e non vi trovano né la loro piena dimensione, né il loro pieno senso, ma riguardano il destino eterno degli uomini.

(Costituzione pastorale "Gaudium et Spes", Concilio Vaticano II)

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