2 aprile 2008

Onu, Bush e chiesa Usa. Temi e interlocutori sensibili per Benedetto XVI (Il Foglio)


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Onu, Bush e chiesa Usa. Temi e interlocutori sensibili per Benedetto XVI

Dal 15 al 21 aprile Benedetto XVI compie l'atteso viaggio apostolico negli Stati Uniti, a Washington e New York, che comprenderà anche la visita alla sede dell'Onu. Dopo Paolo VI e Giovanni Paolo TI, Papa Ratzinger sarà il terzo Pontefice a mettere piede sul suolo statunitense. Anche se, da un punto di vista meramente formale, il primo a farlo fu il beato Pio IX che, durante il suo esilio a Gaeta nel 1849, salì a bordo della nave USS Constitution della marina militare americana che all'epoca si trovava al largo della cittadina borbonica.

Benedetto XVI comunque sarà il primo Pontefice ad essere ricevuto alla Casa Bianca: George W. Bush jr lo ospiterà nello Studio Ovale la mattina del 16. Nella sua visita il Papa, come ha ricordato il vaticanista John L. Allen del National Catholic Reporter, avrà tre interlocutori: l'Onu, gli Stati Uniti, la chiesa cattolica statunitense.

Benedetto XVI parlerà al Palazzo di vetro la mattina del 18 aprile. Sarà interessante notare quali saranno i temi che il Pontefice toccherà: se e come, ad esempio, parlerà dei diritti umani e del diritto alla libertà religiosa; se e come parlerà del ruolo dell'Onu nella soluzione dei conflitti e delle controversie internazionali; se e come parlerà della proposta di moratoria contro la pena di morte approvata dall'Assemblea prima dello scorso Natale; se e come parlerà del ruolo giocato da diverse agenzie collegate all'Onu nel tentativo di espandere il diritto di aborto e le politiche di controllo delle nascite.

L'incontro del Papa con gli Stati Uniti avrà il suo momento politico nel citato colloquio con il presidente, e il suo momento simbolico nel momento di preghiera a Ground Zero previsto la mattina di domenica 20 aprile.

E' noto che i rapporti tra la Santa Sede e gli Stati Uniti guidati da Bush sono più che buoni nel campo dei temi eticamente sensibili contro l'aborto e i matrimoni gay, mentre permangono le diverse valutazioni riguardo alla guerra che ha sì liberato l'Iraq dal dittatore Saddam ussein, ma che ha “provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale” (Benedetto XVI all'Angelus del 16 marzo). Il Papa visiterà un paese in piena campagna elettorale. Il nunzio apostolico Pietro Sambi, l'ambasciatore della Santa Sede a Washington, intervistato dal New York Times di lunedì, ha assicurato che il Pontefice “non interferirà in alcun modo nel processo elettorale” e che “non incontrerà nessuno dei candidati” (quindi, è presumibile, neanche Hillary Clinton, che pure è senatrice per lo stato di New York). L'arcivescovo Sambi, nella stessa intervista, afferma poi che l'immagine di Benedetto XVI negli Stati Uniti “non solo non è ben conosciuta, ma è conosciuta male (...) egli è conosciuto come un uomo intransigente, quasi inumano, ci sarà abbastanza da sentirlo per cambiare completamente questa idea di persona dura”.

Al di là dell'eccessivo pessimismo con cui il nunzio Sambi percepisce l'immagine che la società Usa ha di Papa Ratzinger, sarà interessante verificare come Benedetto XVI verrà accolto, e cosa dirà, quando incontrerà i rappresentanti delle altre religioni (a Washington il 17 aprile) e quelli delle altre chiese e confessioni cristiane (a New York il 18 aprile).

Il circolo mediatico sarà certamente molto attento a registrare gli umori tra i musulmani dopo il battesimo di Magdi Allam o nel mondo ebraico riguardo alla nuova versione della preghiera “pro judaeis” introdotta personalmente dal Papa nel rito preconciliare. Oppure a verificare l'atteggiamento degli evangelici dopo i pronunciamenti della Congregazione per la dottrina della fede sul fatto che la chiesa cattolica è la chiesa di Cristo, mentre quelle protestanti sono solo delle comunità cristiane.

La maggior parte degli interventi del Papa saranno però ovviamente riservati alla chiesa cattolica degli Stati Uniti. Oltre a due messe celebrate per i fedeli negli stadi di Washington e New York, il Pontefice avrà incontri specifici con le fondazioni cantati- ve, con i vescovi, con il mondo universitario, con i sacerdoti e i religiosi, con i giovani e i seminanisti. Sarà l'occasione per il Papa di fare il punto della situazione per una chiesa locale che nonostante”le difficoltà degli ultimi anni (sarà la prima visita pontificia dopo la crisi spirituale e finanziaria determinata dallo scandalo dei sacerdoti accusati di pedofilia) conserva il suo notevole peso nella chiesa universale (il numero dei cardinali americani è secondo solo a quello degli italiani), nonché una notevole vivacità culturale e teologica. Vivacità che è testimoniata anche dal fatto che Benedetto XVI ha voluto l'americano William J. Levada come suo successore all'ex Sant'Uffizio, dove negli ultimi decenni non pochi teologi Usa sono stati messi sotto inchiesta.

© Copyright Il Foglio, 2 aprile 2008

Articolo interessantissimo!
Ottimo il passaggio relativo all'eccessivo pessimismo (per usare un eufemismo) del nunzio Pietro Sambi.
A volte penso di essere molto fortunata per il fatto di essere italiana, almeno in questo caso, perche' ho il Papa "in casa" e posso seguire e leggere i suoi interventi, spesso nella mia lingua.
Probabilmente anche io avrei qualche difficolta' a conoscere il Papa se fossi statunitense, visto il pessimo servizio che i media fornito dai media e il disinteresse di molti sacerdoti (e vescovi) verso gli scritti di Benedetto XVI.
Sono mesi e mesi che non sento citare il Papa nelle omelie delle Sante Messe che frequento.
Sara' un caso?
Non mi sento, comunque, di condividere il pessimismo del nunzio: ci sono negli USA fior di blog, forum e siti, soprattutto di giovani, che divulgano il messaggio del Santo Padre.

R.

4 commenti:

Carla ha detto...

Sì, Raffaella, cerchiamo di essere fiduciosi nei cattolici statunitensi, per fortuna gli esponenti del c.d. "cattolicesimo adulto" non possiamo esportarli...Chi li prenderebbe? Ciao Carla

Luisa ha detto...

E la maggioranza di questi blog sono molto vicini a Papa Benedetto e alla Tradizione, negli Stati Uniti la messa in latino non solleva scandali anzi, avete visto per esempio durante l`incontro con gli universitari, i giovani collegati da Washington recitavano il Rosario in latino!
Per chi legge l`inglese vi sono dei blog e siti veramente magnifici !

mariateresa ha detto...

Voglio farvi una confidenza: sono andata a spasso in vari blog che naturalmente parlano di questo anniversario e di GPII e ho constatato che il solito gruppone di atei anticlericali non demorde, in questo caso anche contro il papa morto. Ho letto delle cose che voi umani neanche immaginate. Ho letto che GPII è responsabile di eccidi in America latina.E altre follie.
Veramente ,alcuni tengono il cervello sotto spirito e se lo dimenticano nel vaso.

euge ha detto...

Ma sai mariateresa secondo me il loro cervello non è neanche sotto spirito.......... e solo rimasto nel vaso!