3 aprile 2008

Ratzinger: «Giovanni Paolo II aveva qualità soprannaturali». Pressioni dalla Polonia per farlo santo ad ottobre (Accattoli)


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CONVERSIONE DI MAGDI CRISTIANO ALLAM: ARTICOLI, INTERVISTE E COMMENTI

Anniversario Tre anni fa la morte di Wojtyla. «Eccezionale sensibilità spirituale e mistica»

Ratzinger: «Giovanni Paolo II aveva qualità soprannaturali»

Quarantamila in San Pietro. La beatificazione non sarà veloce
L'invocazione: continua a intercedere per tutti e per me in modo speciale. Pressioni dalla Polonia per farlo santo ad ottobre


Luigi Accattoli

CITTÀ DEL VATICANO — Ieri, nel terzo anniversario della morte di papa Wojtyla, Benedetto XVI ne ha parlato come di un santo: ha affermato che ebbe «qualità soprannaturali» insieme a «un'eccezionale sensibilità spirituale e mistica», ha descritto la forza della sua preghiera e lo ha «pregato» — appunto come si fa con i santi — perché continui a «intercedere dal Cielo per ciascuno di noi e per me in modo speciale, che la Provvidenza ha chiamato a raccogliere la sua inestimabile eredità spirituale».
Il Papa non ha fatto alcun accenno alla causa di canonizzazione del predecessore e tanto meno ai tempi che si posso prevedere per la proclamazione a beato. Dalla Polonia arrivano sollecitazioni perché Giovanni Paolo II venga fatto beato il prossimo ottobre, nel trentesimo anniversario dell'elezione a papa, ma in Vaticano questa possibilità è considerata «non verosimile».
Il postulatore della causa, don Slawomir Oder (intervistato in questa pagina), ha detto durante la diretta televisiva della messa che «spera» che Giovanni Paolo II possa essere «beatificato » il prossimo ottobre, ma egli stesso ci ha poi precisato d'averlo detto «per l'insistenza del giornalista» che l'interrogava e perché «qualche volta la speranza va oltre la verosimiglianza ». Gli addetti ai lavori dicono che ci vorranno ancora alcuni anni perché venga svolta la seconda fase del processo, quella presso la Congregazione per le cause dei santi, che non è ancora iniziata.
Alcune battute polemiche contro «la fretta di proclamarlo santo» sono state pronunciate in un'intervista al quotidiano tedesco Die Welt dal gesuita Peter Gumpel, che da quasi mezzo secolo si occupa di Cause dei santi ed è patrocinatore della causa di Pio XII: «Sono decisamente contrario ad accelerare questo procedimento poiché da studente mi è stato insegnato che una biografia scientifica si può scrivere solo dopo 40-50 anni, mentre qui si vuole un giudizio rapido su un Papa che ha regnato per 27 anni ».
C'erano quarantamila persone ieri in piazza San Pietro alla messa del papa. Benedetto XVI ha ricordato l'«emozione» con cui il mondo la sera del 2 aprile di tre anni fa apprese la notizia della «partenza da questo mondo del servo di Dio papa Giovanni Paolo II». E ha rievocato il «fiume ininterrotto di pellegrini» che si riversò a Roma come «ulteriore testimonianza della stima e dell'affetto che egli aveva conquistato» nell'animo di «persone d'ogni parte della terra».
Ed ecco le parole sulla fama di santità: «Egli nutriva una fede straordinaria in Cristo risorto, e con lui intratteneva una conversazione intima, singolare e ininterrotta. Tra le tante qualità umane e soprannaturali, aveva infatti anche quella di un'eccezionale sensibilità spirituale e mistica. Bastava osservarlo quando pregava: si immergeva letteralmente in Dio e sembrava che tutto il resto in quei momenti gli fosse estraneo».

© Copyright Corriere della sera, 3 aprile 2008

Ho trovato fuori luogo e francamente fastidiosa l'insistenza con cui Giuseppe De Carli pretendeva una risposta da Padre Oder.
Personalmente penso che occorra calma e pazienza soprattutto per il bene di Giovanni Paolo II il cui Pontificato potrebbe essere esposto a critiche in futuro proprio a causa della "fretta" del procedimento canonico.
E figuriamoci Benedetto XVI...

R.

Il postulatore Monsignor Oder: si sdraiava a terra per pregare

«Dialogava ad alta voce con Dio»

L. Acc.

CITTA' DEL VATICANO — «Abbiamo molte testimonianze sulla forza della sua preghiera, sulle posizioni che assumeva nel pregare — per esempio sdraiandosi a terra — e sul fatto che pregava ad alta voce anche essendo da solo, come parlasse con il Signore. Quelle sue doti mistiche hanno facilitato la diffusione della fama della sua santità. Abbiamo 4-5.000 lettere — e non le abbiamo ancora inventariate tutte — che segnalano grazie ricevute per sua intercessione»: così don Slawomir Oder, postulatore della causa di beatificazione, parla della «santità» di papa Wojtyla.

Benedetto XVI ieri ha parlato di «qualità soprannaturali» e di «sensibilità mistica »: che intendeva dire?

«Il riferimento era alla sua preghiera sia privata sia pubblica ed è un fatto notato da tutti, anche dagli spettatori delle dirette televisive. Possiamo dire che entrava in Dio e si perdeva con il Signore, dimenticava le circostanze esterne, di dormire o mangiare o altro. Questo avveniva sia a Cracovia, sia a Roma, sia nei viaggi per il mondo. C'erano occasioni in cui non si sapeva dov'era e infine lo si ritrovava in cappella dov'era andato quando tutti lo credevano a letto, nel mezzo della notte».

Che può dirci della tendenza a «prostrarsi » a terra?

«Abbiamo una testimonianza del segretario irlandese John Magee, oggi vescovo di Cloyne, che una volta nell'appartamento erano disperati perché non lo trovavano da nessuna parte e neanche in cappella dove c'erano le luci spente e non si vedeva nessuno. Infine sarà lì che lo trovano, invisibile perché disteso a terra».

E che vuol dire che pregava ad alta voce?

«Poteva capitare che lo si sentisse parlare durante la sua preghiera e da un'altra stanza o dal corridoio si poteva pensare che stesse conversando con qualcuno, invece parlava ad alta voce con il Signore, cioè dialogava con Dio come appunto è attestato nella vita di tanti mistici ».

Queste attitudini mistiche com'erano percepite da chi l'osservava?

«Tutti facilmente avvertivano di avere a che fare con un uomo di Dio. Ma tanti coglievano anche la possibilità di trovare comprensione e attenzione.
Dopo la morte in molti si sono sentiti invitati a chiedergli aiuto. Abbiamo una lettera, trovata sulla sua tomba, di una prostituta che gli si rivolge come unico possibile rifugio umano e spirituale nel suo smarrimento».

Quanti hanno segnalato «grazie ricevute »?

«Sono quattro-cinquemila le lettere ricevute dall'Ufficio della postulazione, ma non sono tutte perché dobbiamo ancora fare lo spoglio di quelle trovate sulla sua tomba.
Chi dice di aver avuto figli, che prima non arrivavano, dopo averlo invocato a tale scopo. Chi racconta guarigioni da tumori o altro, chi si è convertito, chi si è liberato dalla depressione o da devianze varie, chi ha trovato lavoro. Ci sono poi alcune centinaia di segnalazioni di fatti più seri — come guarigioni inspiegabili e ben documentate — che potrebbero essere considerati miracoli».

© Copyright Corriere della sera, 3 aprile 2008

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