8 agosto 2008

Il valzer dello stereotipo. Don Renner: «Sì, Ratzinger ora è cambiato. Da quando è Papa ha allargato gli orizzonti» (Masiello)


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«Sì, Ratzinger ora è cambiato»

Don Renner: «Da quando è Papa ha allargato gli orizzonti»

«Polemiche tra noi sacerdoti? Il problema non è chi parla, ma i troppi che tacciono»

LUCA MASIELLO

BRESSANONE. «Da quando è diventato Papa, Ratzinger ha allargato i suoi orizzonti, ed ha una visione più ampia dei problemi della Chiesa». È un Santo Padre «ammorbidito», quello che ha parlato ai sacerdoti, una persona nuova che piace a don Paolo Renner.
Secondo il teologo il cambiamento di Benedetto XVI è dovuto in primo luogo al fatto che negli ultimi anni è riuscito a confrontarsi con i problemi reali della Chiesa, e poi perché con il tempo ha compreso quali sono le necessità dei fedeli.

«In questo campo all’inizio si è tutti più rigidi, poi con gli anni si capisce che bisogna dare più spazio alle necessità dei fedeli»: don Paolo Renner, docente allo studio teologico brissinese, vede nelle dichiarazioni del Pontefice ai sacerdoti un segno dei tempi che cambiano e di un’innovazione che lui sta attendendo.

Don Paolo, lei non c’era in Duomo assieme agli altri sacerdoti. Perché?

Avevo già programmato le ferie, ormai non potevo rinunciarvi; hanno spostato l’appuntamento varie volte, e quando avrei dovuto confermare la mia presenza avevo già preso altri impegni.

Come risponde all’attacco di don Stürz nei suoi confronti, che lo accusa di essere troppo polemico?

Il vero problema non devono essere i pochi che parlano, ma i tanti che tacciono: in questo ambiente non c’è dialogo, non esiste un dibattito ad ampio raggio, e questo non va assolutamente bene. Ci sono lettere anche ufficiali che restano senza risposta, e questo non mi sembra un buon segno.

Ma un buon segno pare essere un Papa che in Duomo si è dimostrato più «umano» rispetto ad un tempo. Che cosa crede che sia successo?

Da quando è stato eletto Pontefice ha acquisito una conoscenza più ampia dei problemi della Chiesa: si confronta con vescovi di tutto il mondo, e quindi ha una panoramica a più ampio raggio del mondo. Prima era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, ed era perennemente a confronto con problemi legati all’ortodossia o alle eresie; ora ha un approccio più obbiettivo e più a 360 gradi della realtà.

Ha ammesso che da giovane era più severo di oggi. Un cambiamento dettato dalla sua esperienza maturata da Papa?

Ha fatto molto anche il tempo che passa: all’inizio si è tutti più rigidi, poi con gli anni si capisce che bisogna dare più spazio alle necessità dei fedeli. È successo anche a monsignor Romero, che da simbolo dell’intransigenza è diventato sinonimo di tolleranza. Tanto che poi è stato ucciso proprio per questo.

A proposito di tolleranza, il Santo Padre non ha risposto alla domanda sul celibato sacerdotale. Perché, secondo lei?

Sono questioni troppo delicate che richiedono una svolta epocale; bisogna capire che i nostri vertici gerarchici sono tutti di età piuttosto avanzata, e non comprendono che per la maggior parte dei fedeli non è un problema se un prete è sposato. Il Papa ha già parlato della possibilità di delegare i laici per certi compiti; ma anche questo non basta, ci vogliono più sacerdoti. Personalmente, se questo è il problema, ritengo che sia meglio avere dei preti sposati, che non averne affatto.

Il Pontefice ha anche dichiarato che il primato non è una monarchia assoluta. Un’altra svolta?

Più che altro, un positivo segnale che Benedetto XVI è in linea con il pensiero di Papa Giovanni Paolo II: è stato lui, nella sua enciclica sull’ecumenismo, a iniziare a gettare le base affinché il primato sia vissuto in maniera più spirituale che legale.

© Copyright Alto Adige, 7 agosto 2008

Mah...non vedo differenze fra il cardinale ed il Papa cosi' come non c'e' dualismo fra il sacerdote ed il teologo Ratzinger!
Basta leggere i testi di Joseph Ratzinger per capire che c'e' assoluta coerenza nel suo pensiero.
Per quanto riguarda il Primato, tanto per fare un esempio, rimando a questo intervento: "Cardinale Ratzinger: il Papa non impone dall'esterno ma sviluppa la memoria cristiana e la difende".

R.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi pare che già nella messa di inzio pontificato abbia detto di non essere un monarca assoluto. Poi dire che quando era prefetto non conosceva bene i problemi della chiesa è una gran stupidata, perchè proprio da quella sede veniva a conoscenza forse più di GPII dei problemi dei vescovi del mondo. Non a caso veniva inviato qua e là a parlare con i vescovi e risolvere le varie questioni. Certo, non può entrare concretamente nelle questioni visto che non è stato vescovo per molto tempo a Monaco e neacnhe parroco, ma di esperienze nella sua vita ne ha passate e ascoltate. Per questo BXVI è davvero un pozzo di conoscenza!
Poi sul fatto che abbia cambiato la sensibilità, come dice lui stesso è un'altra questione. Ma il suo pensiero in linea di massima è sempre lo stesso, da professore, da cardinale e da papa. Per questo possiamo leggere i suoi scritti precedenti il pontificato senza timore di sbagliare. Marco

Carla ha detto...

Buon giorno a voi, ma che affermazioni sono mai queste? Queste parole in libertà non sono accettabili DA UN SACERDOTE, neanche sotto l'ombrellone, figuriamoci in un'intervista a un giornale! Colui che è stato Prefetto delle Congregazione della Dottrina della Fede per ben 23 anni e che solo da Papa si rende conto dei problemi della Chiesa e acquista di colpo una sensibilità che prioma non aveva? Incredibile. Però intanto qualcuno leggerà questa intervista e così continueranno a perpetuarsi assolute sciocchezze, falsità, e magari sottilmente, anche offese. Se queste persone almeno si prendeseero una vacanza per meditare sull'inconsistenza delle proprie affermazioni, lasciando Papa Benedetto a godersi il proprio soggiorno estivo, senza venir amareggiato dalla lettura di articoli come questo! Scusate, ma questa è proprio grossa.....Saluti cari Carla

Davide ha detto...

Sono le solite sciocchezze che si tirano in ballo con opportunismo appena se ne presenta l'occasione per perorare le proprie cause, che nascondono sempre un bisogno di contestare le "gerarchie". E questo don Renner non fa eccezione. Alla fine battono sempre là: celibato dei sacerdoti, tolleranza, tolleranza, tolleranza ad oltranza. Ma Gesù non ha parlato di Amore? Mica di tolleranza! C'è una colossale differenza! Allo sciocchezzario su Papa Ratzinger mancava (o forse no) anche questa!

Luisa ha detto...

Non penso sia necessario avere grandi conoscenze o esperienza per capire dove vanno le simpatie di don Renner, quali siano i suoi orientamenti teologici, le sue idee.

" ..avevo già preso altri impegni..."
Sì chiaramente per un teologo e un sacerdote ci sono impegni più importanti e prioritari che incontrare il Santo Padre, ascoltarlo, salvo poi a criticare o commentare quello che il Papa avrà detto.

"l vero problema non devono essere i pochi che parlano, ma i tanti che tacciono"

Sono d`accordo in tanti tacciono, ma non devo dar lo stesso significato a questa frase che don Renner, che lascia supporre che ci sia una maggioranza di preti che soffrono, costretti a soffrire in silenzio, che nessuno ascolta.


"Da quando è stato eletto Pontefice ha acquisito una conoscenza più ampia dei problemi della Chiesa:"

Sorvolando il Papa "più umano" della domanda che già indica le opinioni del giornalista,come si può dire una cosa simile ?
Il Papa è oggi la persona che meglio conosce i problemi della Chiesa ma già da prefetto della CDF li conosceva benissimo e non solo quelli legati all`ortodossia, in effetti riceveva tutti i vescovi in visita ad limina e lui stesso viaggiava moltissimo!

La risposta sul celibato non è che una conferma delle idee-ideologie di don Renner, che sembra proprio sapere ciò che pensa non solo la maggioranza dei sacerdoti ma anche la maggioranza dei fedeli...mah !

E anche per il primato petrino vediamo spuntare e sopratutto dove vanno le idee di questo teologo interogato da un giornalista compiacente.

Caro don Renner, gli assenti hanno sempre torto.
È più facile parlare ad un giornalista ed esporre le proprie idee, che confrontarsi in prima persona con il Successore di Pietro...e sopratutto incontrarlo.
Paccato ha perso un`occasione unica che forse non si ripresenterà.

Luisa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Luisa ha detto...

Quando un sacerdote dà questa risposta:

"Incontrerà il Papa?

No, per chi abita di fronte al Seminario le difficoltà sono troppe, non possiamo nemmeno uscire a gettare l’immondizia... Starò a Merano....)"
© Copyright Alto Adige, 30 luglio 2008

..scuoto la testa, poi siccome sono curiosa vado su Goggle e leggo i diversi interessi di questo sacerdote mediatico, stampa cartacea e televisione... vedo esposte le sue idee e prese di posizione e se avessi ancora un dubbio, svanisce immediatamente.

brustef1 ha detto...

Quando si afferma con orgoglio che il Vaticano II è stato il primo reality, non ci si può meravigliare che il linguaggio di certi preti sia scaduto così in basso (e fosse solo il linguaggio)

Anonimo ha detto...

©ara Luisa, anch'io avevo notato le stesse cose su questo prete ma speravo di essermi sbagliata. Meno male che altri 400, riconoscibili dal vestito, sono andati al duomo di Bressanone, anche su sedia a rotelle. E poi Merano non era cosi' distante.... Ma incontri con le suore non sono previsti? Saluti, Eufemia