26 agosto 2008

Secondo Melloni nessuno vuole chiudere la Chiesa nelle sagrestie. Davvero? E' un concetto nuovo...


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Su segnalazione di Eufemia leggiamo:

Nessuno vuole confinarli i vescovi hanno paura e gridano al pericolo

SILVIO BUZZANCA

ROMA

Professore Alberto Melloni, lei è uno storico della Chiesa, un esperto del Concilio Vaticano II. Come giudica le parole del cardinale Bagnasco sul rischio di una Chiesa chiusa nelle chiese?

«Non capisco a chi faccia riferimento il cardinale Bagnasco. E non vedo in giro nessuno che vuole chiudere la Chiesa nelle sagrestie o nel privato. Il suo ragionamento è contraddittorio. Da un lato sembra rispondere a chi come me lo ha invitato a guardare in casa e di definire il ruolo della Chiesa rispetto al Vangelo. Dall' altro ha cercato di far contenti i ciellini che sono come quello della brillantina Linetti: "ho fatto, ho fatto e non ho visto niente". Con tutte le loro fatiche hanno la regione Lombardia. Marcora ce l' aveva con le tessere senza bisogno di scomodare Dio e i santi. Non mi sembra che nelle parole del cardinale ci sia molto da interpretare».

Ma allora perché periodicamente la gerarchia cattolica lancia questo allarme?

«E' un leit motiv che viene usato ogni tanto dalla Cei. Negli ultimi due mesi non ho sentito alcuno dire che la Chiesa non si debba occupare di temi etici. C' è stato qualcuno che abbia sollevato questo problema? Una spiegazione possibile mi sembra questa. Gli organizzatori del Meeting abitualmente chiamavano un politico di centrodestra ad aprire i lavori. Il fatto che abbiano chiamato il presidente della Cei mi sembra il segno che la Chiesa, dopo avere pensato che il suo problema fosse il centrosinistra, ha scoperto che non ha nel centrodestra delle sponde sicure e affidabili».

Ma il Pdl non sembra creare problemi sui temi etici...

«Su questi temi il governo del centrodestra non ha smanie di entrare in conflitto o di mettersi in concorrenza con la Chiesa. L' unico punto su cui c' è oggi un contrasto è anche i poveri abbiano dei diritti. Su questo la Chiesa si è pronunciata è mi sembra che anche le frange più oltranziste del governo abbiano attuato un' infelice e precipitosa ritirata».

Se la Chiesa non ha avversari, perché gridare al lupo?

«Perché da due secoli la Chiesa ha una grande paura. Una paura antimoderna che fa sospettare che dietro i momenti di conflitto ci sia la voglia di ridurla ad uno spazio privato e di toglierle voce pubblica. Ma la voce pubblica la Chiesa, soprattutto in Italia, ce l' ha perché i cristiani fanno parte del paese è non sono degli stranieri. Non vivono in un' isoletta e sono dentro a tutte le dimensioni del discorso sociale. E fanno valere la loro voce, la loro competenza».

© Copyright Repubblica, 25 agosto 2008 consultabile online anche qui.

Vedi anche:

Le vie laiche (e laiciste) per zittire la Chiesa: D'Agostino risponde per le rime a Melloni (Avvenire)

Rosso "malpela" Melloni ed il "doppio" mistero :-)

Caro Melloni, non vedo perche' Lei debba giudicare chi ha in mano la regione Lombardia.
Se Lei permette, siamo noi Lombardi ad avere eletto la Giunta...
E basta con la politica! Si accusa la gerarchia cattolica di ingerenza, ma gli unici che parlano di partiti e partitini sono i cosiddetti cattolici "democratici".
Mi consenta: se qualcuno cade in contraddizione, questi non e' certo il cardinale Bagnasco.
Suvvia, Melloni, si rassegni: non e' Lei ad avere il monopolio dell'interpretazione della storia della Chiesa
.
R.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Il caso della negazione al papa di parlare alla sapienza mi sembra il più eclatante per dimostrare che oggi molti vogliono imbavagliare la chiesa e chiuderla in sagrestia.

E la smetta a configurare la chiesa tra le questioni di partito! Marco

Giuseppe ha detto...

Il benemerito e dotto Fratello Melloni ha sentenziato: da due secoli i cattolici si lamentano a torto. Cioè, è dai primi dell’Ottocento che i cattolici italiani si son messi in testa che qualcuno, nella società civile, voglia ridurre la loro capacità di impegnarsi pubblicamente per il bene comune. A torto, dixit Melloni: infatti, non è mica vero che i sovrani massoni del Regno di Sardegna prima, d’Italia poi, insieme ai loro ministri (tutti massoni) hanno fatto fuori a cannonate tutti gli stati sovrani cattolici della penisola, Stato Pontificio compreso. Nooo, dice Fratello Melloni, non può essere vero. La breccia di Porta Pia? Macché, non è vera. L’occupazione militare, il sequestro dei beni di chiese e conventi, l’usurpazione di palazzi, l’appropriazione delle scuole (basta un piccolo cambio di nome e il Liceo “Massimo” dei Gesuiti diventa il Regio Liceo “Ennio Quirino Visconti”). E poi: leggi speciali a profusione; e dove non arriva la legge si provvede con l’azione di squadracce massoniche che tentano (a vuoto, per fortuna) di violare il funerale di Pio IX gettando nel Tevere il cadavere. E avanti avanti: don Albertario in prigione; e avanti ancora: le iniziative fasciste contro l’Azione Cattolica...
Tutte bugie, sentenzia Fratello Melloni.
(A proposito: “Fratello” di chi? dei mattoni a disposizione del Grande Architetto dell’Universo?).

Giuseppe ha detto...

Il dottissimo esimio professor Melloni è indubbiamente un tuttologo emerito: nulla gli sfugge, dalla Storia della Chiesa ai Prolegomeni e Paralipomeni della Cultura Carosellica in Italia. Però, però, però... a me pare che lo slogan pubblicitario da lui citato "Ho fatto, ho fatto e non ho visto niente" non abbia niente a che vedere con la brillantina Linetti (quello era: "Non è esatto, anch'io ho commesso un errore: non ho mai usato la b.L.") e sia relativo, invece, a una lozione per capelli tipo Endoten Control o giù di lì.
Magari sbaglio io, ma non mi pare.
Comunque, sia il primo che il secondo slogan mi sembrano adattissimi a definire, in piena coscienza, il meticoloso lavoro di Melloni, Alberigo e di tutta intera la "scuola bolognese". Soprattutto il primo: ho studiato tanti anni il Concilio Ecumenico, ho pubblicato tanti volumi, ho fatto, ho fatto e non ho visto niente di quello che era davvero accaduto.